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Primi collaudi dal 4 ottobre per la nuova tratta della M1

Da un articolo de LaStampa del 24/9/2010:

Il 4 ottobre non sarà un giorno qualsiasi per la nostra città, anche se i torinesi non potranno accorgersene. La mattina di quel lunedì una scarica di 750 Volt scorrerà silenziosamente, come un fiume in piena, lungo i cavi del nuovo tracciato della linea uno del metrò che collega Porta Nuova a Lingotto, prefigurando un nuovo capitolo: nella storia della metropolitana, ancora monca eppure utilizzata da 90 mila passeggeri al giorno (22 milioni nel 2009, 1,5 milioni in più rispetto al 2008), e più in generale sul fronte del trasporto pubblico sotto la Mole. Una pagina nuova dopo quelle aperte dall’inaugurazione della linea uno da Fermi a Piazza XVIII Dicembre e poi Porta Nuova.

La messa in tensione del tunnel -completato dalla talpa meccanica un anno fa (settembre 2009)- coinciderà con la fase di collaudo, da completare per Natale, e sarà seguita da quella di pre-esercizio destinata a durare un paio di mesi. In entrambi i casi i protagonisti saranno i treni, testati fuori linea e poi linea, cioè rispettando le frequenze dei passaggi già a regime sul tratto operativo (un convoglio ogni due minuti). Da marzo, in perfetto tempismo con l’avvio delle celebrazioni di Italia 150, i protagonisti saranno i torinesi che -stando agli auspici di Gtt- porteranno a 150 mila i passeggeri giornalieri.

Ecco perchè l’iniezione di corrente lungo i circa quattro chilometri del nuovo tracciato -molto meno dei 3 mila Volt che alimentano le linee ferroviarie, più dei 220 delle prese di casa nostra- rappresenta una rivoluzione silenziosa destinata ad aumentare la competitività del metrò rispetto al traffico privato: a maggior ragione, se si considera che servirà la zona degli ospedali. Un altro rilancio in attesa dei collegamenti -più modesti in termini di lunghezza ma non per questo meno importanti- da Lingotto a Piazza Bengasi (la gara dovrebbe partire a ottobre) e, a ovest, da Collegno a Rivoli-Cascinevica. Senza considerare la nuova linea due a nord, una delle scommesse della prossima amministrazione comunale.

La riprova del debutto imminente è lo stato di avanzamento lavori nelle stazioni lungo la linea -Marconi, Nizza, Dante, Carducci, Spezia e Lingotto-, dove oggi sono impegnati circa 150 operai. In questo periodo, tra le altre cose, è in corso il collaudo delle porte di banchina che immettono ai tunnel vetrati dove fermeranno e ripartiranno i treni: il superamento dell’esame prevede 30 mila cicli di aperture e chiusure.

In questi spazi da marzo faranno capolino i convogli già in servizio tra Collegno e Porta Nuova, più i rinforzi già ordinati da Gtt: questi ultimi prodotti sempre da Siemens ma non più a Praga, bensì nello stabilimento di Vienna.

Giancarlo Guiati -che come presidente di Gtt (oggi alla guida di «InfraTo») il metrò l’ha visto nascere- mostra orgoglioso l’avanzamento delle opere di finitura nelle sei stazioni, ciascuna segnata da un colore dominante: giallo-senape a Nizza, lilla a Spezia, blu a Carducci, etc. Fino a Lingotto, il prossimo capolinea, contraddistinto da intarsi in «rosso Ferrari».

Sei strutture in linea, collegate dalla galleria e sostanzialmente simili a quelle già operative. Cambia soltanto l’arredo, del quale saranno parte anche le coloratissime vetrofanie firmate dal pittore Ugo Nespolo: ciascuna riassumerà un elemento del quartiere interessato dalla stazione. A Nizza stanno «stressando» le porte di banchina. A Lingotto sono in corso di montaggio le pompe per aspirare l’acqua e le colossali scale mobili calate in blocco nel vano sotterraneo. A Spezia stanno terminando di isolare alcune parti. A Carducci l’ingegner Giuseppe Colleoni, la nostra guida, ci mostra la successione dei silenziatori già montati nei vani tecnici: abbatteranno il rumore dei ventilatori.

Un breve fischio, accompagnato da un rumore di ferraglia, segnala l’arrivo di un treno. Poi due fari rompono il buio della galleria. E’ il piccolo mezzo diesel che sta già operando i primi collaudi: l’antesignano di quelli che verranno.

Alessandro Mondo

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L'inquadratura punta a sud e ritrae parte dell'area Vitali del parco Dora, il grattacielo Intesa-SanPaolo, la torre di piazza Statuto, l'ex grattacielo RAI di via Cernaia, il campanile alto 83 metri della chiesa Santa Zita, sullo sfondo il grattacielo della Regione Piemonte e, quando sereno, parte delle Alpi.


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